AOSTA – Le sue eleganti facciate barocche abbracciano le più antiche fondamenta medievali, trasformando l’iconico maniero alle porte della valle di Cogne nello scrigno perfetto per custodire i piccanti retroscena delle famiglie che lo hanno abitato e la preziosa collezione dell’Académie Saint-Anselme. Dopo quasi 20 anni di restauri, il castello di Aymavilles, aprirà per la prima volta al pubblico da mercoledì 22 dicembre a domenica 9 gennaio 2022. Turisti e residenti potranno così gustarselo in un’inedita versione natalizia, prima della sua apertura definitiva prevista ad aprile del prossimo anno. “Volevamo fare un regalo di Natale alla comunità di Aymavilles e ai valdostani”, esordisce l’assessore ai Beni culturali e al Turismo della Regione Valle d’Aosta, Jean-Pierre Guichardaz. “Sarà un proposta vincente- aggiunge- perché lancerà in un periodo come questo una stagione che purtroppo paga ancora gli effetti del Covid”.

Il castello racchiude tra le sue mura più di 800 anni di storia. Nato nel Duecento come fortezza medievale, è stato abitato fin dal XV secolo dalle famiglie degli Challant prima e dei Cacherano poi, fino ad arrivare agli anni ’70 del Novecento, quando la Regione Valle d’Aosta decide di acquistarlo dai Bombrini, i suoi ultimi padroni di casa. I lavori sono iniziati nel 2004 con un consolidamento e poi nel 2017 con il restauro, con un unico obiettivo: riallacciare i fili della storia e offrire al visitatore un viaggio all’indietro nel tempo, fino alle sue origini più remote. “È stato un intervento lungo, complesso e articolato”, spiega la sovrintendente regionale ai Beni e alle Attività culturali, Cristina De la Pierre. “Dalle indagini si è capito come era articolato l’edificio e poi si è proceduto per gradi al restauro delle varie parti: prima le torri e il consolidamento della struttura muraria, poi il restauro degli intonaci, il recupero delle parti ammalorate e l’integrazione di alcune parti mancanti”. La successiva rimozione della carta da parati in alcune sale ha riportato alla luce le pitture murarie originali dell’epoca, mentre è nel sottotetto che il castello nasconde la gemma più preziosa: l’antica carpenteria lignea, costruita nel 1456 assemblando ben 367 pezzi.

Due le “anime” che hanno invece ispirato il nuovo allestimento museale: i preziosi oggetti dell’Académie Saint-Anselme e la passione per il collezionismo di Vittorio Cacherano, ultimo discendente della famiglia degli Challant, che proprio all’interno del castello di Aymavilles aveva allestito le sue collezioni d’arte, purtroppo andate disperse dopo la sua morte. “Proprio per questo motivo- incalza Viviana Vallet, dirigente della struttura Patrimonio storico-artistico della Regione- abbiamo pensato di dare una degna sede alla collezione dell’Académie, nata a metà dell’Ottocento, del tutto coeva a quella di Vittorio Cacherano, che racconta un pezzo della storia della nostra terra attraverso diverse tipologie di oggetti e di opere, dalle collezioni numismatiche alle suppellettili liturgiche, agli oggetti ecclesiastici, fino ad una serie di ritratti dei componenti dell’Académie e di oggetti di uso quotidiano”. Il percorso di visita si snoda lungo 18 sale, distribuite su quattro piani, tutte accessibili anche alle persone con disabilità grazie alla presenza di un ascensore. “Si parte dal pianterreno- spiega Vallet- che è destinato a raccontare la storia del castello insieme ai suoi proprietari, passiamo poi al secondo e al terzo livello dove attraverso delle vetrine progettate appositamente esponiamo la collezione dell’Académie Saint-Anselme ed infine al quarto livello, quello del sottotetto, dove raccontiamo tutte le fasi architettoniche”. I lavori di restauro e riallestimento museale sono costati alla Regione 13 milioni di euro. Con la sua definitiva apertura, Aymavilles si aggiunge agli altri sette castelli valdostani di proprietà regionale fruibili al pubblico. I biglietti per visitarlo nella sua anteprima natalizia sono in vendita online, su midaticket.it.

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