ROMA – ‘Crazy for football – Matti per il Calcio’ è il film, basato su una storia vera e presentato questo pomeriggio alla 16esima edizione della Festa del Cinema di Roma nella sezione ‘Riflessi’. Il film nasce dall’esperienza reale dello psichiatra Santo Rullo, ideatore della Nazionale Italiana di calcio a cinque formata da persone affette da problemi di salute mentale, e basato dall’omonimo documentario sempre a firma di Volfango De Biasi, già vincitore del David di Donatello nel 2017. La pellicola che ha il merito di racchiudere i due registri linguistici tipici del dramma e della commedia andrà in onda il 1 novembre, in prima serata su Rai1 e racconta l’opera del medico italiano Santo Rullo, interpretato da Sergio Castellitto, il quale dedica la sua vita al reinserimento sociale dei suoi pazienti. Nel cast anche Max Tortora, Antonia Truppo, Angela Fontana, Lele Vannoli con la partecipazione straordinaria di Massimo Ghini e di Cecilia Dazzi. ‘Crazy for football – Matti per il Calcio’ è una coproduzione Rai Fiction – Mad Entertainment ed è realizzata con il supporto della Federazione Italiana Giuoco Calcio e della Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale. Scritto da Volfango De Biasi, Filippo Bologna, Tiziana Martini e Francesco Trento, il film è prodotto da Skydancers con Rai Cinema. In un passaggio della conferenza stampa il regista Volfando De Biasi ha dichiarato: “Il documentario che nel 2017 si è guadagnato il David di Donatello oggi diventa un film con una funzione importante. Credo di aver raccontato un aspetto del sociale con la ‘leggerezza’ che il tema del disagio mentale merita perché deve produrre, negli spettatori, empatia verso questo tipo di problemi e non pietismo”.

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“Quando ho pensato di realizzare questo film- prosegue il regista- la tentazione di lavorare direttamente con i pazienti è stata forte ma ho realizzato che non sarebbe stato semplice perché sono persone che assumono psicofarmaci. Ci sono voluti moltissimi provini per ‘trovare’ 10 ragazzi che dovevano ‘fare i matti’ e ‘giocare a pallone’ come accade nella vita vera della squadra. Un sogno che si realizza perché racconta la storia di Santo Rullo e gli altri fondatori del gruppo che sono i miei amici di sempre. Si tratta anche del mio primo film tv, volevo che fosse una favola nazional popolare capace di entrare nelle case delle persone e spero di esserci riuscito. L’obiettivo della pellicola è abbattere lo stigma che deriva dalle malattie mentali. Mi auguro diventerà una serie tv”, ha concluso De Biasi.

“Avevo visto il documentario e sono stato travolto dall’entusiasmo di Volfando. Peraltro la materia della psiche e della disabilità è intrinseca nel lavoro dell’attore. Del resto avevo già ‘trattato’ la materia in ‘Grande cocomero’ e ‘In Treatment’ e poi l’attore è la persona ‘divisa’ per eccellenza. Il calcio è uno sport di squadra che crea sicuramente relazioni umane ma dove possono aggregarsi comunque tante solitudini. E il disagio mentale è solitudine. Mi è piaciuto interpretare il personaggio di questo psichiatra che è stato anche un ex marito fuggitivo. Insomma non è perfetto neanche lui. Infine credo che siano proprio le nostre fragilità a caratterizzarci e non la perfezione”, ha concluso l’attore Sergio Castellitto.

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